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La dislessia

Dislessia
Pubblicato il: 10 Novembre 2025
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Pubblicato il: 10 Novembre 2025
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La dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) che si manifesta con difficoltà nella lettura fluente, accurata e nella comprensione del testo. Nonostante un funzionamento cognitivo nella norma e un’istruzione adeguata, bambini e ragazzi con dislessia faticano a decodificare le parole scritte. La dislessia è il DSA più diffuso, andando ad interessare circa il 43% degli studenti diagnosticati.

Esistono due forme di dislessia: quella acquisita, che può insorgere in età adulta a seguito di un trauma cerebrale o una malattia neurologica, e quella evolutiva, più comune, che si manifesta nelle prime fasi dell’apprendimento.

I bambini con dislessia risultano particolarmente vulnerabili allo sviluppo di disturbi d’ansia, depressione, fobie, somatizzazioni, difficoltà nelle relazioni sociali, isolamento e comportamenti oppositivi. Il disagio emotivo associato può arrivare a compromettere profondamente la loro vita personale, emotiva e relazionale. Si crea così un circolo vizioso: l’ansia legata all’affrontare compiti come la lettura interferisce con la capacità di eseguirli, peggiorando le prestazioni e incidendo negativamente sulla concentrazione, l’attenzione e la memoria. La pratica clinica mostra come il ripetuto insuccesso, che mina l’autostima e la fiducia nelle proprie capacità, possa portare il bambino a una crescente frustrazione, generando demotivazione, inibizione e, in alcuni casi, sintomi depressivi.

Caratteristiche principali

La dislessia evolutiva si manifesta attraverso diverse difficoltà specifiche nell’apprendimento della lettura, imputabili a un funzionamento neurobiologico differente nell’elaborazione delle informazioni scritte. Tra le caratteristiche più comuni troviamo:

  • Lentezza nell’apprendimento della lettura: i bambini con dislessia impiegano più tempo rispetto ai coetanei per acquisire la capacità di leggere in modo fluente e corretto, spesso con grande fatica e impegno.
  • ⁠Difficoltà nella memorizzazione delle lettere dell’alfabeto: la fase iniziale dell’apprendimento può essere particolarmente complessa, con problemi nel riconoscere e memorizzare le lettere, elemento fondamentale per il successivo sviluppo della lettura.
  • Confusione tra lettere simili nei suoni: è frequente la confusione tra grafemi che rappresentano fonemi simili, come “f” e “v” o “t” e “d”. Questo può portare a errori nella lettura e nella scrittura, riflettendo una difficoltà nella conversione grafema-fonema.
  • ⁠Errori nella lettura di parole comuni: Anche parole di uso quotidiano possono essere lette in modo errato, con omissioni, sostituzioni o inversioni di lettere e sillabe.

Questi segnali rappresentano un’alterazione specifica della capacità di decodifica del testo, che non deve essere confusa con una semplice difficoltà scolastica o mancanza di impegno. La dislessia è il risultato di un diverso funzionamento cerebrale, in cui le aree coinvolte nella lettura e nella rappresentazione dei suoni operano in modo meno efficiente. Questo comporta una maggiore difficoltà nell’integrazione tra simboli visivi e suoni corrispondenti, rendendo il processo di lettura meno automatico e più faticoso.

È importante sottolineare che, pur presentando queste difficoltà, i bambini con dislessia spesso mostrano intelligenza nella norma o superiore alla media e possono eccellere in altre aree cognitive come il ragionamento visuo-spaziale, la creatività e il problem solving. Un intervento precoce e mirato può favorire lo sviluppo di strategie compensative efficaci, migliorando notevolmente il loro rendimento scolastico e la fiducia in se stessi.

Come gestire la dislessia

Affrontare la dislessia richiede un approccio mirato che includa sia strategie di supporto pratico, sia adattamenti per alleggerire le difficoltà legate all’apprendimento. Due categorie fondamentali di interventi sono le misure compensative e quelle dispensative.

Le misure compensative sono strumenti e strategie pensati per aiutare lo studente a controbilanciare le difficoltà specifiche della dislessia, permettendogli di apprendere in modo più efficace. Tra le più utilizzate ci sono:

  1. ⁠Libri digitali, per facilitare la lettura
  2. ⁠Correttori ortografici
  3. ⁠Calcolatrici, per supportare il calcolo
  4. ⁠Registratori audio per prendere appunti
  5. ⁠Editor di testi, che agevolano la scrittura
  6. ⁠Mappe concettuali e mentali, per organizzare le informazioni in modo visivo.

Le misure dispensative, invece, consistono in adattamenti che evitano allo studente di svolgere compiti particolarmente impegnativi, prevenendo così frustrazione e blocchi nell’apprendimento. Nel caso della dislessia, queste includono:

  1. ⁠Favorire la copiatura dalla lavagna
  2. Concedere tempi più lunghi per la consegna dei compiti scritti
  3. ⁠Privilegiare le prove orali rispetto a quelle scritte
  4. ⁠Evitare valutazioni ravvicinate nel tempo
  5. ⁠Ridurre la quantità di compiti a casa.

Questi interventi, combinati e personalizzati, aiutano lo studente a sviluppare autonomia e sicurezza, riducendo lo stress e migliorando il percorso scolastico.

Importanza della diagnosi precoce

Riconoscere i segnali della dislessia è fondamentale per attivare interventi mirati ed efficaci. La diagnosi della dislessia evolutiva richiede una valutazione approfondita, che include prove standardizzate di lettura a diversi livelli — dalle lettere alle parole, fino ai brani — misurando sia la rapidità sia l’accuratezza delle prestazioni. Idealmente, la diagnosi dovrebbe essere effettuata alla fine del secondo anno della scuola primaria, ma in presenza di segnali più evidenti o di altri indicatori diagnostici, è possibile anticiparla già al termine del primo anno.

Una diagnosi precoce permette di mettere in campo strategie didattiche personalizzate e strumenti compensativi — ad esempio, la sintesi vocale o la lettura guidata — che favoriscono l’autonomia dello studente e ne facilitano il percorso scolastico. Inoltre, un riconoscimento precoce permette di avviare un processo multidisciplinare, coinvolgendo neuropsichiatri, psicologi, logopedisti e insegnanti, che lavorano insieme per la presa in carico globale del bambino. Questo approccio integrato è fondamentale non solo per migliorare l’apprendimento, ma anche per prevenire il possibile insorgere di disturbi emotivi legati alle difficoltà scolastiche, garantendo così un supporto completo e un ambiente educativo inclusivo e sensibile ai bisogni individuali, contribuendo significativamente al benessere scolastico.

Bibliografia

  • ⁠Benso, F., & Bevilacqua, L. (2015). Disturbi specifici dell’apprendimento: la diagnosi e l’intervento psicologico. Franco Angeli.
  • ⁠Eden, G. F., & Moats, L. C. (2002). Psychological and educational perspectives on dyslexia. Brookes Publishing.
  • ⁠Gabrielli, S., & Cornoldi, C. (2005). Dislessia evolutiva: modelli teorici e strumenti per la valutazione e l’intervento. Carocci Editore.
  • ⁠Stella, G. (2013). La dislessia. Quando un bambino non riesce a leggere. Il Mulino.
  • ⁠Tressoldi, P. E., Vio, C., & Lo Presti, G. (2022). Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico. Erickson.
  • ⁠Wolff, U. (2014). Dyslexia and emotional well-being: A practical guide for educators and therapists. Routledge.

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